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Codogno (LO): siamo governati da chi non ha a cuore l’interesse della città

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DI CONVERGENZA SOCIALISTA E DEL MOVIMENTO R-EVOLUZIONE

Da più di cinquanta giorni il Comune di Codogno è senza un assessore all’urbanistica, una delle figure più importanti in ogni città.

Dalle dimissioni di Gianni Novati la maggioranza non è riuscita a trovare un nuovo assessore. Tutto questo è dovuto alle divisioni interne a Forza Italia (che, a quanto pare, aveva prima proposto il coordinatore provinciale Fondi, bocciato dalla Lega, per poi pensare a Elisabetta Luciano. Proposta, a quanto pare, non portata avanti perché la Luciano sarebbe sgradita alla dirigenza locale di FI).

Anche la Lega, forza trainante della maggioranza, ha delle responsabilità perché, infatti, non riesce a sbloccare la situazione (o forse non vuole farlo).
In mezzo a tutto questo apprendiamo che il vice-sindaco Novati (sempre appartenente a Forza Italia) si è spesso astenuta durante le votazioni in giunta.

Il quadro descritto da questa situazione è davvero cupo. Codogno è governata da forze politiche che, evidentemente, non hanno a cuore l’interesse della città. Queste forze sono divise dalle loro continue beghe interne e, pur di dividersi il loro pezzettino di potere (la famosa cadrega), stanno paralizzando la città.

Questo succede perché queste forze non lavorano per l’interesse dei cittadini, ma per il proprio interesse di partito. Il Movimento R-evoluzione e Convergenza Socialista chiedono a gran voce le dimissioni del sindaco e della giunta, incapaci di risolvere questa grave situazione.

Movimento R-evoluzione
Convergenza Socialista di Codogno e Somaglia

Giornata per Disabilità. Santoro (CS): la politica deve agire e sostenere le famiglie

“Sono ottanta milioni gli individui in Europa che hanno un certo grado di disabilità”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “A causa dell’invecchiamento della popolazione si stima si possa arrivare a centoventi milioni entro il 2020. I disabili e le famiglie coinvolte hanno bisogno di sicuro sostegno che molto spesso non ricevono affatto.”

“Oggi, 3 Dicembre 2018, è la Giornata Internazionale delle persone con disabilità e Convergenza Socialista, i dirigenti, i militanti e i simpatizzanti tutti, oltre a denunciare una serie di problematiche ancora aperte e dimenticate, dai fondi strutturali ridotti al minimo alla totale assenza di un progetto legislativo che dia risposte serie, sostengono tutte le associazioni e gli attivisti impegnati in prima persona su questo tema importante. Come organizzazione politica siamo attivi, dove possibile nei territori, per dare una mano”.

“Per rimarcare in quali condizioni ci troviamo, in questa giornata importante, riprendiamo alcuni dati che faranno riflettere”, conclude Santoro, “ovvero che [1] ‘in Italia ci sono circa 4.360.000 di persone con disabilità, il 7,2% della popolazione italiana, la maggior parte dei quali ha più di 65 anni, con oltre 3 milioni di persone con gravi disabilità. Di queste solo un milione e centomila fruiscono di indennità di accompagnamento. Il 70% delle famiglie con persone con disabilità non fruisce di alcun servizio a domicilio. Meno di 7 disabili su 100 contano su forme di sostegno presso la propria abitazione. Ciò significa che nella maggior parte dei casi le famiglie gestiscono da sole ciò che i servizi non offrono, rinunciando a molto, spesso anche al lavoro. Meno di un disabile su cinque lavora. La spesa in protezione sociale per funzione disabilità in Italia è pari a 27,7 miliardi ovvero 1,7% del PIL contro la media europea che è di 2,1%.’”.

[1] Dalla redazione Il Nuovo Terraglio.

https://ilnuovoterraglio.it/3-dicembre-2018-giornata-internazionale-delle-persone-con-disabilita/

L’unica Europa possibile è socialista

È evidente a tutti come la fetta di popolazione più indifesa sia oggi molto più impoverita rispetto a dieci anni fa.

È altresì evidente come la classe media abbia subito uno smottamento sensibile verso il basso e che la ricchezza si sia andata concentrando in poche mani.

La responsabilità è di tanti, ad iniziare dagli ultimi governi, e di questa Europa, certamente costruita male ma sviluppatasi malissimo. Non mi stupisco, quindi, che solo il 44% degli italiani, oggi, voterebbe per restare nell’Unione Europea.

Salvini e Di Maio renderanno probabilmente il Paese più povero e, ovviamente, sono da considerarsi un serio problema, non certo la soluzione.

L’unica soluzione rimane il socialismo. L’unica Europa possibile è socialista.

Manuel Santoro

CS apre SOS sanità a Codogno, Lodi

Sin dagli inizi di Convergenza Socialista scrivevamo che ‘le nostre sezioni devono divenire poli di assistenza e di solidarietà permanente’. Eccovi la prima.

SOS sanità a Codogno, Lodi. Nel cuore del leghismo ritorna il socialismo con Convergenza Socialista.

Complimenti e buon lavoro ai militanti del partito a Codogno.

Tria. Santoro (CS): su economia e lavoro l’Italia non cresce per errori politici

“Il Ministro Tria dichiara che a dieci anni dalla crisi l’Italia è in una situazione di ritardo inaccettabile nella crescita economica e occupazionale, ma ciò non ci sorprende affatto”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Il Paese non cresce da tantissimi anni e ciò è dovuto ad una sbagliata impostazione di politica economica portata avanti dai diversi Governi che negli anni si sono succeduti. Sono state sbagliate le politiche economiche, le politiche sul lavoro e sul sociale. Ci si è focalizzati su politiche di austerità e per niente su politiche di crescita economica e sociale. Ecco il perché dei ritardi dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei.”

“Immaginateci al Governo del Paese. Punteremmo su tre priorità di crescita economica, individuate e basate sulla conoscenza e sull’innovazione; nella promozione di un impianto economico più efficiente, più competitivo ed ecologicamente compatibile da un punto di vista delle risorse; nella valorizzazione di un’economia ad alto tasso di occupazione che favorisca una maggiore coesione sociale e territoriale. Per il raggiungimento di questi obiettivi perseguiremmo alcune iniziative, tra cui tre fondamentali: una politica industriale mirata a sviluppare una base industriale solida e sostenibile in grado di competere globalmente; un’agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro modernizzando il mercato occupazionale e permettendo ai lavoratori di migliorare le proprie competenze; una piattaforma europea contro la miseria ridistribuendo in modo equo i benefici della crescita e i posti di lavoro. Una volta che il lavoro c’è e il lavoratore è tutelato, anche come essere umano, nel suo lavoro e nel suo futuro, egli si troverebbe inserito nell’ambiente e nel territorio di cui contribuisce direttamente a renderne migliore la vivibilità. I bisogni soddisfatti sul territorio divengono misura economica (non più solo finanziaria).”

“Ma prima di tutto, occorre affrontare la mancanza di lavoro e, successivamente, la relativa stabilizzazione”, continua Santoro, “pertanto è necessario distinguere i settori in perdita da quelli in crescita o con carenza di addetti, in particolare tra i professionali, i tecnici e i lavori sociali, per indirizzare istruzione, formazione e riqualificazione in modo personalizzato e non indifferenziato. Creare una maggiore disponibilità del lavoro in modo trasversale a tutti i suoi comparti, significa poter offrire una maggiore possibilità di scelta al lavoratore all’inizio del ciclo lavorativo. Il lavoro potrebbe, quindi, partire non solo per necessità ma anche essere scelto, secondo le personali capacità, attitudini e preparazioni. Questo lo renderebbe strumento di crescita dell’uomo-lavoratore all’interno del luogo di lavoro, ma solo se abbinato a migliori tutele e retribuzioni veramente premiali.”

“Punto di partenza del nostro approccio politico, sempre se fossimo al Governo del Paese, sarebbe quello sopperire, con una proposta organica e strutturata, alla mancanza di lavoro che tenderà a divenire cronica proprio grazie alla rivoluzione 4.0, specie in settori che patiscono un alto tasso di sostituzione tra lavoro e capitale” conclude Santoro. ” Fondamentale è pertanto il confronto tra la disponibilità totale potenziale di lavoro e quella attuata, su cui valutare ipotesi di redistribuzione del tempo di lavoro in base ad un orario settimanale più breve, con un range oscillante dalle 30 sino ‪alle 20‬ ore. Attuare un orario più flessibile al suo interno, grazie alla combinazione e sostituzione della presenza fisica presso la sede di lavoro, con la disponibilità virtuale per via telematica (telework e smartwork), rendendo quest’ultima un’ordinaria modalità di lavoro in ogni settore compatibile. Solo un programma di istruzione, formazione e riqualificazione, adeguato e continuo, può compensare la sostituzione di lavoratori con forme automatizzate, specie laddove vi sia svolgimento di attività prevedibili.”

Festa de L’Ideologia Socialista a Codogno, Lodi

Nei giorni 22 e 29 Settembre, Convergenza Socialista di Codogno sarà in piazza XX Settembre a Codogno, Lodi, per celebrare il primo semestre della rivista teorica  del partito, L’Ideologia Socialista. Tale appuntamento, al quale invitiamo tutti, sarà occasione per conoscere il partito ed i suoi attivisti sul territorio.

Nella giornata del 22 tale iniziativa si svolgerà in vicinanza distinta con l’iniziativa di lotta degli ospedalieri di Codogno tenuta da FSI/USAE, che salutiamo ed appoggiamo e che ci pregiamo di segnalare. Con il medesimo sindacato Convergenza Socialista terrà, nella giornata del 5 Ottobre, un fondamentale convegno sulla sanità Lombarda e nazionale di cui verrà diffusa, unitariamente, propaganda anche nella giornata del 22 in piazza.

CONVERGENZA SOCIALISTA CODOGNO

Ilva. Santoro (CS): l’accordo tiene conto del profitto, non della salute dei lavoratori e dei cittadini

“L’intesa sulla cessione dell’Ilva raggiunta tra Am Investco, la cordata guidata da Arcelor Mittal, e i sindacati con la mediazione del ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio non mi soddisfa affatto”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “poiché non tiene conto della questione delle fonti inquinanti e del fatto che l’Ilva vive a ridosso della città di Taranto e del quartiere Tamburi.”

“Chi oggi celebra l’accordo non tiene forse conto delle condizioni drammatiche in cui vive la città di Taranto. Ricordiamo, infatti, che lo stabilimento Ilva è una delle maggiori fonti di diossina del continente, ricordiamo che il 92% delle emissioni di diossina italiane vengono respirate dai tarantini, che Taranto è tra le zone con la maggior incidenza di tumori del sud Italia e che la percentuale di tumori ai polmoni supera di molto la media nazionale.”

“La priorità oggi a Taranto è, come minimo, la decarbonizzazione, la messa in sicurezza ambientale dentro e fuori lo stabilimento”, continua Santoro, “altrimenti continuiamo con la solita logica del profitto senza tenere conto della qualità della vita dei lavoratori e dei cittadini che vivono nelle zone limitrofe. E’ altresì necessario lavorare ad un piano di delocalizzazione dello stabilimento, lontano da zone abitate, distante da insediamenti civili o agricoli. Che senso ha riuscire a strappare un lavoro, un salario, quando poi si muore di tumore?”

“Penso, quindi, che sia necessario e assolutamente fondamentale rigettare questo accordo, in perfetta continuità con i precedenti governi”, conclude Santoro, “e richiedere con forza l’immediato avvio di un processo di delocalizzazione dell’impianto Ilva di Taranto in altro sito distante da insediamenti civili o agricoli, posto in condizioni di ulteriore sicurezza da idonee specifiche misure di protezione ambientale, favorendo la contemporanea riconversione dell’intera area e del suo tessuto economico verso forme produttive ed occupazionali ecocompatibili, le quali produrrebbero addirittura più lavoro qualora venissero sviluppate in armonia con le esigenze del territorio della provincia di Taranto, che non può più essere costretto ad assorbire livelli di inquinamento fra i più elevati del mondo.”

Prima i lavoratori

#primailavoratorisalariati

#primaipensionati

#primachicercalavoro

#primailcampodeglioppressi

#primachinonhailcapitale

Il Socialismo, con le sue lotte e le sue battaglie politiche e sociali, vive oggi in Convergenza Socialista. Partito Socialista e membro del Forum europeo delle forze progressiste.

ADERISCI a Convergenza Socialista

Salvini lo si batte nel portafoglio

Non riusciremo a battere Salvini sul terreno del conflitto/confronto tra diverse razze oppure tra diversi “status” giuridici, oppure tra diverse nazionalità.

Questo tratto di linea politica non aiuterà l’emersione nel paese di un consenso alternativo.

Dobbiamo evitare di essere messi all’angolo e di inseguire la retorica salviniana di uno scontro razziale.

Salvini lo si batte nel portafoglio, sul terreno cioè del conflitto tra classi sociali, facendo capire a chi lavora, a chi è precario oppure a chi cerca lavoro che la Lega non farà mai i loro interessi e in un conflitto tra interessi diversi preferirà sempre il capitalista al lavoratore.

Manuel Santoro